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 vi prego! mi servono pareri!!

Andare in basso 
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Jess Wolf
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MessaggioTitolo: vi prego! mi servono pareri!!   Lun Gen 11, 2010 7:50 pm

allora ragazzi...mi servono pareri, assolutamente!!
è una storia che sto inventando io...ma non so ancora come sta venendo..
mi potete dire se vi piace??
PER FAVOREEEEEEEEEEEEE!! bounce

Un nuovo inizio
“pensate che accetterà?” chiese il ragazzo più carino dei quattro. “lo spero, insomma è la nostra unica speranza” disse invece l’uomo più anziano del gruppo, evidentemente era il capo. “prima dobbiamo sottoporla a delle prove non credete?” domandò un altro ragazzo, anche lui giovane come il primo ragazzo. “si, hai ragione Franz” rispose un altro ragazzo. “bene…chi si propone per primo, allora?” chiese il capo. “io” rispose un ragazzo che non aveva ancora parlato. “Benissimo Collin. Ora tu ti trasformerai e ti metteremo, con una siringa, un po’ di veleno, lei se è in gamba ti salverà. Tranquillo Collin, se non ne è capace, non morirai” aggiunge vedendo la faccia spaventata del ragazzo. Egli guardò fisso un punto della tavola, e incominciò a trasformarsi. Gli spuntarono due grandi orecchie, molto folte. Il pelo incominciò a crescergli sulla schiena, sulle braccia e sulle gambe. Sembrava essere di color bianco, forse quasi panna. Ma poco dopo il pelo, in alcuni punti, gli diventò rosso. Era bianco con striature rossicce. In pochi secondi era diventato un lupo, bello e buono. “allora, ora Luca ti accompagnerà fino a casa sua, e poi ti metterà il veleno, a dopo ragazzi” disse seriamente il capo. Il lupo e il ragazzo chiamato Luca, si guardarono e annuirono. Luca si alzò e il lupo si mise al suo fianco. “a dopo” rispose il ragazzo, e uscirono dalla stanza. Era una notte buia, ma i due ci vedevano più che bene. Sia Luca che il lupo, al buio, avevano gli occhi gialli. Erano spaventosi. “siamo arrivati, amico” sussurrò ad un tratto Luca, sistemandosi davanti al lupo. Egli annuì e si accasciò a terra. Luca gli accarezzò per un attimo il pelo, e poi gli iniettò la siringa, proprio nella pancia. “incomincia a lamentarti un po’, noi ritorneremo presto promesso” lo rassicurò Luca, e così dicendo corse via. Il lupo incominciò a gemere, abbastanza forte. Il dolore alla pancia incominciava a farsi sentire, e aveva davvero bisogno di cure. I lamenti si fecero ancora più forti, finchè non uscì una ragazza in camicia da notte. Era una ragazza alta e snella, con capelli che gli ricadevano fino alla vita. Il lupo guardandola, gemé ancora più forte. “ehy, piccolo, che cosa ti è successo?” sussurrò la ragazza, avvicinandosi al lupo. Il lupo si girò a pancia in su, come se volesse farglielo capire. “ora ti porto dentro, vediamo che cosa ti è successo” mormorò prendendolo in braccio. Lo portò in casa, e lo trascinò in cucina, dove lo mise molto delicatamente sul tavolo. Uscì un attimo dalla cucina, e poco dopo ritornò con una borsa, da veterinario. “non sono una veterinaria esperta, ma magari combino qualcosa, sta calmo” gli sussurrò al lupo, come se lui potesse capire. Si mise i guanti, e gli aprì molto piano la bocca. Si avvicinò ancora, e gli esaminò bene la bocca. “oh, mio dio! Sei stato avvelenato!” urlò la ragazza terrorizzata. “a-aspetta qua” disse ritornando nell’altra stanza. Dopo circa cinque minuti ritornò, con una boccettina. Prese dalla borsa un tipo di sciroppo, e ne mise tre gocce, dentro alla prima boccetta. “ora dovrai berne un po’…anzi, che ne dici se ti do da mangiare?” chiese la ragazza, guardando il lupo, quasi a fin di vita. Il lupo gemé e abbassò il muso. La ragazza aprì un cassetto, e ne tirò fuori del cibo per cani. Aprì la busta e lo mise in una ciotola, mettendoci dentro anche cinque gocce esatte, di quel miscuglio che aveva fatto. Prese la ciotola e l’avvicinò al lupo, prendendo dal cassetto un cucchiaio. “ora ti prego, mangia” lo imprecò la ragazza. Prese una crocchetta con il cucchiaio, e aprendogli la bocca gliela fece mangiare. Lui la masticò con gusto, gemendo. “vedi? Non è poi così cattiva” sussurrò la ragazza sorridendogli. Finalmente, dopo dieci minuti, la ragazza era riuscita a far mangiare al lupo tutta la carne. “stanotte starai qua, e riposerai, domani se starai bene, ti lascerò libero ancora, promesso. Sei così bello…” sussurrò la ragazza, accarezzandogli il pelo. “sai adoro i lupi, per questo sono diventata veterinaria. Cioè gli animali mi piacciono veramente tutti, ma i sentimenti che provo per i lupi, sono straordinari. Il loro fare così elegante, e il solo fatto di girare liberi per la foresta, è una sensazione che mi cresce dentro, da quando ero bambina. Sarebbe fantastico…sai hai presente la foresta qua vicino? Tu l’avrai visitata molto spesso, bhe anche io ci vado molto frequentemente, adoro stare giornate lì dentro. oh mio dio…sto parlando con un lupo, ma tu mi capisci vero?
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Non sai quanto darei per capire i lupi, e che lo capissero me, darei veramente qualsiasi cosa. Magari nella mia seconda vita sarò un lupo, quasi sicuramente…” disse la ragazza, guardando con passione il lupo, che continuava a guardarla con i suoi occhi dolci. Lei mise la testa vicino al lupo, e si addormentò lì.
La mattina seguente la ragazza si alzò, molto dolorante alla schiena. Infondo aveva dormito sul tavolo, abbastanza scomoda. Allungò la mano verso il lupo ma quello non c’era. Si alzò di scatto e uscì dalla porta, ma niente. Non c’era traccia di lui, del lupo. “è scappato, questo vuol dire che sta bene, meno male” sussurrò la ragazza con un sospiro. Rientrò e si preparò la colazione, ignara di quello che stava succedendo al di là del bosco.
“questo è tutto” concluse di raccontare Collin. “perciò lei ti ha curata subito?” chiese Luca. “ si certo, ed è stata bravissima, sul serio, dovremmo prenderla” implorò Collin. “no, dobbiamo fargli superare altre prove, questa volta ci andrò io” disse il ragazza giovane alzandosi in piedi. “Ma Francesco…” iniziò il capo. “niente ma, Ryan, dobbiamo veramente vedere se è in gamba” concluse il ragazzo chiamato Francesco. “si, penso abbia ragione” rispose un altro ragazzo, quello che non aveva parlato la sera prima. “bene, si fa di notte? Oppure ora?” chiese Francesco, guardando i suoi amici. “ma direi, che se stiamo attenti, si può fare anche ora…che ne dici Ryan?” chiese Luca, rivolgendosi al capo. “si penso di si, mi raccomando stesso procedimento, e attenti a non farvi vedere, ma a quest’ora la gente sarà a lavorare” rispose Ryan, annuendo. “andiamo” mormorò Luca, prendendo per un braccio Francesco, prendendo da un cassetto la siringa. Arrivarono nella stessa casetta ma Francesco, ancora doveva trasformarsi. “ma tu l’hai vista?” chiese lui, a Luca. “chi? La ragazza? No, non ancora” rispose lui, prendendo la siringa in mano. “magari è carina, amico!” esclamò Franz, facendogli l’occhiolino. “oh, sta zitto e trasformati!” scherzò Luca. Si guardarono un attimo in giro, ma per la strada non c’era veramente nessuno. Così Francesco guardo un attimo a terra, e orecchie e pelo gli saltarono fuori. Lui invece era di color nero, con striature argentee. “bene, stessa procedura…” sussurrò Luca, ma poi si fermò. “aspetta un momento, Fra! Se ti avveleno anche questa volta…non credi che la ragazza creda che ci sia un serial Killer? Insomma dobbiamo farti quasi morire in un altro modo! Non so…potrei picchiarti…” sussurrò Luca, ma il lupo gemé. “dai…si tratta solo di qualche ferita…” sussurrò Luca, indietreggiando fino al bosco. Francesco alzò gli occhi al cielo, ma poi lo seguì. Trovò Luca già trasformato. Era color grigio dappertutto, e nel petto invece era bianco. “dai, vediamo che sai fare” lo provocò Luca. “ no, vediamo che cosa sai fare tu! Sei più giovane di me…” sussurrò Francesco. “ e va bene…” rispose Luca. Si guardarono per un attimo negli occhi, girando attorno, e poi Luca gli saltò addosso. Sembravano stessero facendo sul serio, ma non era così, anche se Luca dovrebbe averlo ferito. Stava per morderlo, ma si ritirò. “non ce la faccio, Fra. È più forte di me, sono un idiota” sussurrò Luca, abbassando il muso. “ehy, tranquillo…potrò fare sempre finta di aver fame no?” disse Fra, avvicinandosi all’amico. “si, hai ragione” disse, e si ritrasformò. Poco dopo erano ancora davanti alla casa della ragazza. “allora a dopo” lo salutò Luca, malinconico. “ehy, amico. Va tutto bene sul serio!” esclamò Francesco, facendogli l’occhiolino. Luca gli fece un cenno di saluto, e se ne andò ancora nel bosco. Intanto Francesco andò sulla soglia della casa, e ululò. La ragazza in tre secondi fu di nuovo fuori, come la sera prima. “oh, santo cielo! Un altro lupo?” domandò la ragazza, alzando gli occhi al cielo. Il lupo la guardò e ululò ancora. “ehm…vieni dentro…oh, mio dio sto diventando pazza…” sussurrò, guardando il lupo entrare in casa sua. “tu di che hai bisogno? Non sei avvelenato anche tu vero?” chiese la ragazza avvicinandosi. Ma il lupo ululò ancora, mettendosi a sedere come se aspettasse qualcosa. “hai fame? Si credo proprio di si, bhe spero che ti piaccia quello che ho in casa!” esclamò la ragazza, andando a prendere dal cassetto del cibo per cani. “non è proprio per lupi ma…” disse la ragazza, aprendogli la busta, mettendolo nella stessa ciotola della sera prima, e appoggiandola vicino al lupo. Egli incominciò a mangiare molto velocemente. Non aveva fatto colazione, per la precisione. “ma che sta succedendo? Ieri un lupo, e oggi un altro! un’invasione!” scherzò la ragazza. Il lupo mugugnò, e si avvicinò a lei. Lei incominciò ad accarezzarlo, sorridendo. “ora è meglio se ritorni, non vorrai far aspettare il branco” disse la ragazza, dandogli uno buffetto sul muso. lui allungò il muso per guardarla meglio, e poi se ne andò, saltando dalla finestra. Il ragazzo tornò in fretta in casa, e bussò molto stranamente. “Ryan! È perfetta!! È perfetta!!” urlò Francesco, entrando in casa. “chi? Cosa? Perché? dove? Quando?” urlò Collin, alzandosi dal divano. “la ragazza!

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È perfetta! Prendiamola Ryan! Prendiamola!” gridò ancora Francesco. “ne sei sicuro?” chiese Luca, venendo giù dalla scale. “non è che la vuoi prendere solo perché è carina?” aggiunse poi ridendo. “sta zitto!” scherzò Francesco. “se ne siete sicuri…andrò a prenderla io stesso, ora” disse seriamente il capo. “d’accordo, Ryan” rispose insieme Collin, Fra, Luca e un altro ragazzo nell’angolo. Il capo annuì, e facendo un cenno di saluto con la mano, uscì dalla casa. Ryan arrivò fino a casa della ragazza, ma non lei non c’era. “accidenti! Dove diavolo sarà andata?” si disse Ryan, guardandosi intorno. Magari era andata a fare un giro, pensò Ryan. Così si diresse verso il bar che c’era a pochi isolati da lì, ed entrò. Ed eccola lì, la ragazza che cercava. “Lei è la veterinaria, Jessica Wolfed?” chiese Ryan, pensando a qualcosa, per farla venire fuori da quel bar. “si, perché?” chiese la ragazza, abbassando la tazza di caffè. “può venire un attimo fuori? Devo parlare in privato” disse Ryan, guardandosi intorno, dove c’erano abbastanza persone. “si, certamente” rispose, e pagando il conto, uscì con l’uomo. “deve venire con me” disse Ryan, misterioso. “ha detto che dovevamo solamente parlare” disse Jessica, allarmata. “non abbia paura di me, la prego. Ma non posso spiegarglielo ora. Ha presente i lupi? A lei piacciono vero?” chiese Ryan, azzardando un’idea. “si, ne sta male qualcuno?” chiese la ragazza. “si, venga per favore, è urgente” rispose Ryan serio, sperando di essere convincente. Così si incamminarono verso la casa, da dove la ragazza avrebbe scoperto ogni cosa. Dopo circa cinque minuti, arrivarono. La casa aveva il tetto piatto, coperto da edera, compresi tutti i muri. Le finestre non erano molto grandi, sembravano quasi oblò. Ryan bussò con il codice che avevano messo, per far capire che era qualcuno del branco. La porta fece scattare molte serrature, circa cinque, e poi finalmente si aprì. Un ragazzo di circa 19 anni, capelli biondi e fisico snello, si presentò davanti alla ragazza. Lei fece sbattere due o tre volte le ciglia, e poi lo guardò meglio. “è lei…la…la ragazza?” chiese Luca, sgranando gli occhi. “si, Luca è lei, ora ci fai entrare?” rispose Ryan. “si, certamente, dopo tutto la casa è tua” ridacchiò Luca. “allora? Dove…dove sono i lupi?” domandò Jess, guardandosi intorno. “ma dai, Ryan! Gli hai già raccontato tutto? E ha già accettato? Fantastico!” esclamò Luca, emozionato. “di che state parlando? Io sono venuta qua per curare dei lupi si o no?” chiese la ragazza, a braccia aperte. “ah, non gli hai ancora raccontato niente! Bhe, non c’è nessun lupo da curare…ora mettiti a sedere” sussurrò Luca, rivolgendosi alla ragazza. “che cosa? Io me ne vado!” urlò la ragazza, facendo un passo indietro. “no ti prego, devi fidarti di noi” sussurrò il ragazzo. “io fidarvi di voi? Siete dei perfetti sconosciuti!” urlò la ragazza, guardandosi in giro. Luca prese la sedia vicino al tavolo, facendo un segno alla ragazza, la spostò. “siediti” mormorò lui, guardandola direttamente negli occhi. Questa volta la ragazza non esitò. “sentite ho paura, davvero sembrate innocenti ma…sento paura, perciò sbrigatevi a dire che sta succedendo, e che c’entro io” sussurrò la ragazza, guardando i due uomini. “ti capisco, anche la mia prima volta ero così, come te ora ade…” incominciò Luca, ma la ragazza, facendo una smorfia, lo interruppe. “che vuol dire per la prima volta?” aggiunse poi Jess. “fammi parlare!” disse Luca divertito, poi aggiunse qualcos’ altro. “allora abbiamo capito che ti piacciono i lupi, o in particolare gli animali. Circa 2 giorni fa hai curato il nostro amico, Collin. Era stato avvelenato” ma poi, Luca, vedendo la faccia sbalordita della ragazza, continuò. “l’abbiamo avvelenato noi, e poi l’abbiamo portato vicino a casa tua, così che tu potessi trovarlo. Passa un giorno, e trovi un altro lupo, Francesco. Ho cercato di…ferirlo, ma non ce l’ho fatta, così ha fatto semplicemente finta di avere fame. Non potevamo avvenarlo ancora, avevamo paura che tu capissi. Abbiamo capito che sei una persona in gamba, e crediamo che tu sia giusta per diventare un lupo” concluse Luca, mettendosi a sedere davanti a lei. La ragazza si limitò a rimanere a bocca aperta. “d’accordo, visto che sei talmente sconvolta, continuo. Da molte generazioni esistono i lupi. Si tramandano i geni da padre a figlio. A volte potrebbe capitare però che anche se il padre è lupo, il figlio non lo diventi e a me…” ma Luca fu interrotto da Ryan. “non c’entra questo Luca, continua” disse seriamente. “si mi scusi capo. C’è un cattivo in circolazione, di nome Damon. Loro non sono lupi, ma bensì iene. Ogni tanto saltano fuori e uccidono alcuni dei nostri, e perciò cerchiamo alleati, coraggiosi, e in gamba. Tu sei la persona giusta” finì Luca, aspettandosi una risposta. Non sembrava per niente una cavolata, parlava veramente serio. “io…” incominciò la ragazza, la voce gli si smorzò in gola. Aveva bisogno di prendere aria. Non avrebbe certo mai creduto che qualcuno gli chiedesse di diventare un lupo. Pensò abbastanza, ma poi riprese la conversazione. “se non trovate alleati la vostra specie…si estinguerà?” chiese la ragazza, preoccupata, passando lo sguardo da Luca, al capo. Luca fece lo stesso, spostando lo sguardo da Ryan alla ragazza, ma poi si fermò su lei. “si, succederà” rispose tristemente, abbassando lo sguardo.

3

Il silenzio era sceso in tutta la stanza. La ragazza pensava, Luca sperava e il capo, guardava la situazione, ma tutti e due fissavano la ragazza. Lei non sapeva che scendere era molto indecisa. Amava i lupi più di qualsiasi altra cosa, ma rischiava la vita. “prima però ho una domanda, come faccio a diventare un lupo?” domandò lei, infrangendo il silenzio opprimente. “consiste in una prova” incominciò Luca. “dovresti stare nel bosco una notte con uno di noi, a tua scelta. Noi ti daremo degli indizi e tu dovrai trovare una casetta, per così dire. Se superi questa prova potrai diventare un lupo. Ma per diventarlo…” e si tirò su una manica della sua maglietta color oceano ed ecco la soluzione di tutto. Una piccola cicatrice al di sotto della spalla, sull’avambraccio. Era stata ricucita, veramente bene. “mi dovete mordere sul braccio?” chiese la ragazza, inorridita. “non necessariamente. Vedi quando troverai la casetta…tu e il tuo compagno, qualunque scegli, dovrete fare una cosa” disse Luca, incrociando lo sguardo di Jessica. Lei si sentì di ghiaccio, improvvisamente, come se fosse paralizzata. “ ce ne occuperemo dopo di questo particolare, prima di tutto devi dirci se accetti” sussurrò Luca, guardando Luca, e annuendo. La ragazza appoggiò la schiena sullo schienale, come se fosse rassegnata. Magari poteva essere divertente quella vita, e poi avrebbe avuto degli amici. “si, accetto” mormorò Jess, con un sorriso. A Luca e a Ryan brillarono gli occhi, improvvisamente. “Stupendo!!” urlò Luca, alzandosi dalla sedia, improvvisamente. “vuoi aspettare per la trasformazione o andrebbe bene…anche adesso?” chiese Ryan, parlando per la prima volta. “Adesso” mormorò Jess. “allora devi scegliere un partner. Se vuoi essere sicura della tua trasformazione ti consiglierei Ryan, lui dopo tutto è il capo! C’è Jonathan che ha 25 anni, così anche Collin. C’è Francesco che ha 22 anni.” Disse Luca, facendo la lista dei suoi amici. La ragazza si accorse che aveva citato tutti, tranne lui stesso. “e…e tu?” chiese, abbassando lo sguardo, per l’imbarazzo. “io? Bhe, io sono molto più giovane degli altri, quindi non so se…” sussurrò Luca. “e so io vorrei te?” domando lei, alzando il capo. Luca si avvicinò alla ragazza, molto lentamente. Il loro sguardo si incrociò per la seconda volta, ma questa volta nessuno dei due lo abbassò. Si fissarono ancora, parve un’eternità. Luca si avvicinò ancora un po’, quando una botta li fece ritornare alla realtà. La porta si era appena chiusa. Ryan se n’era andato, vedendo il momento d’imbarazzo. Jess guardò Luca per un momento, e poi abbassò lo sguardo, diventando rossa come un peperone. Luca invece continuò a guardarla, mentre deglutiva. “perché vorresti me?” domandò alla ragazza. La ragazza alzò lo sguardo improvvisamente, per la domanda. “oh…ehm…bhe…tu sei quello che conosco di più…” sussurrò la ragazza. “perché?” ripeté Luca, avvicinandosi di più. “come perché? Perché sei stato il primo ad aprirmi la porta…perché mi hai spiegato ogni cosa e perché…” ma si fermò. Non poteva dirgli che era stato un colpo di fulmine, che i suoi occhi erano stupendi, che i suoi capelli biondi erano meravigliosi… “e perché?” domandò Luca, avvicinandosi ancora. Le loro labbra erano a pochi centimetri. “perché sei…” ma la porta si aprì e loro erano tornati alla realtà così violentemente, che Luca cadde all’indietro. Era di nuovo Ryan. Guardò la scena: Jess sulla sedia, e Luca a terra. “ho interrotto qualcosa?” aggiunse poi, il capo. No, ho soltato scelto il mio partner” rispose Jess, aiutando Luca ad alzarsi. “allora dopo aver scelto un partner…” incominciò Ryan, ma la ragazza non lo stava ascoltando. Si era accorta che Luca la stava fissando, ancora. “bhe questo è tutto!” finì Ryan. Luca la stava fissando terrorizzato. “che cosa è tutto?” chiese la ragazza, muovendo il capo, per distrarsi, e ascoltare Ryan. “non mi hai ascoltato? Luca non la distrare! Uffa…ho detto che per trasformarti in un lupo, prima qualcuno dovrà baciarti, e poi ti dovrà mordere in qualsiasi parte del corpo, per completare la trasformazione. Infatti molti di noi non hanno ancora baciato nessuno. Il nostro collega, Francesco, ha baciato una ragazza, e così l’ha dovuta trasformare completamente, e bhe ecco…il qui compreso Luca non ha mai baciato nessuno…” spiegò Ryan, per la seconda volta. Adesso si spiegava lo sguardo terrorizzato del ragazzo, ma lei lo tranquillizzò. “ tranquillo non fare quella faccia lo so che stavi per…dopo tutto questo tempo senza baciare, che ne avevi voglia…” sussurrò la ragazza, ma neanche lei non aveva baciato nessuno. E pensare che la ragazza credeva che la volesse baciare perché le piaceva, e invece lo voleva fare solo perché ne aveva voglia. Che delusione. Gli vennero gli occhi lucidi, ma si trattenne. LLui però, lo notò. “che cosa è successo? Non ti senti bene?” gli chiese avvicinandosi. “no! Sto…sto bene!” cercò di dire sicura, ma era difficile. “bene. Sei sicura di essere pronta?” domandò Ryan. “io amo i lupi, e se sarò un lupo, mi legherà di più a lui..” pensò guardando il biondo. “ si” squillò decisa. “la tua famiglia?” chiese Luca, finalmente parlando. “la mia famiglia? Io…io non ce l’ho. I miei sono morti in un incidete stradale..e non ho più parenti in vita, quindi…almeno avrò degli amici” disse sorridendo, ma gli occhi, pieni di lacrime, la tradivano. “ noi non ti lasceremo mai, Jess. Qualsiasi cosa succede non ti lasc…ehm…” disse imbarazzato.
4
Guardò Jess un attimo negli occhi, e lei capì il resto della frase. “grazie…” rispose Jess, annuendo. “bene preparatevi. Jessica, Luca fra 10 minuti. A dopo” disse Ryan, uscendo. La ragazza diventò improvvisamente agitata, e non riuscì più a rimanere seduta. Si alzò di scatto, e ripeteva sempre “diventerò un lupo” sussurrando. “ sei preoccupata? Se…se non vuoi” incominciò Luca, ma lei lo zittì. “ io voglio…io voglio! Non perderò tanto…e poi non ho niente! Pensi già dove potresti mordermi?” gli chiese. Quella domanda era venuta spontaneamente, alla ragazza. “io non…lo so ancora…quandò ti bacierò…lo deciderò…tu hai mai baciato qualcuno?” domandò Luca. “io…no. Non ho mai avuto un ragazzo…e non mi sono mai innamorata…” rivelò lei, con lo sguardo acceso. “ e adesso sei innamorata?” domandò ancora. Cavolo, quannto era curioso quel ragazzo. “ adesso? Direi di…” ma la porta si aprì, per la seconda volta, non era Ryan però. Era un ragazzo abbastanza alto, snello e un sorriso lungo come una banana. Aveva i capelli neri corti, mentre gli occhi erano di un marrone molto scuro. “Ciao Luca! Ciao Jess!! Piacere di conoscerti, anche se in un certo senso già ci conosciamo!Sono Fra!” esclamò divertito. “oh! Tu sei il lupo a cui ho dato da mangiare? Ehm, piacere” rispose Jessica ridendo, dalla situazione. I due ragazzi la guardarono con aria interrogativa, e sbalordita. “scusate” rispose, ricomponendosi. Francesco si perse in un gran sorriso e diede una pacca sulla spalla a Jess. “d’accordo, allora,ora voi due dovete andare, eccovi qui gli indizi” e così dicendo, Fra porse a Luca un piccolo foglio. Si guardarono un attimo negli occhi, e Francesco annuì. “buona fortuna ragazzi, e mi raccomando, fate i bravi!”scherzò Francesco. Luca lo guardò in cagnesco, e gli occhi gli diventarono neri come la pece. “calmati amico, stavo scherzando! Ciao Jess!” e il moro se ne andò. Jess era paralizzata, dalla scena. I suoi occhi erano così azzurro chiaro, e in un attimo erano diventati nerissimi. “Luca…” sussurrò lei, guardandolo. Stava tremando, ma non sapeva perché. Forse l’emozione, la paura, l’agitazione. “ti spiegherò dopo…ma ti prego, smetti ti tremare” sussurrò Luca, avvicinandosi a lei. Stava per abbracciarla ma poi ritirò le braccia, e gli mise la mano sulla spalla. “andiamo?” aggiunse poi il ragazzi. La ragazza lo guardò, e poi alzò lo sguardo verso il soffitto. “si andiamo” rispose sicura di se. Così aprirono la porta e uscirono fuori, verso il buio della foresta.




























5
La trasformazione
Arrivarono al margine della foresta e Luca porse il biglietto a Jess. Leo lo aprì e prima di leggerlo ad alta voce, lo lesse a mente. “proseguite, contando 200 passi. Il tuo compagno non può aiutarti a fare niente” lesse, dal biglietto. “come prima prova, è abbastanza semplice” pensò la ragazza, non pensando a quello che gli aspettava dopo. “vieni devi partire esattamente da qua…” disse Luca, prendendola dalla vita, e spostandola esattamente davanti a un sentiero. “ma tu non potresti aiutarmi o sbaglio?” chiese Jess, sorridendogli. “con te farò un’eccezione…” sussurrò, diventando paonazzo. “ehm…allora vado” disse la ragazza, aspettando qualcosa. “si certo, vai pure” rispose Luca, come niente. Jessica lo guardò divertita. “se mi lasciassi i fianchi..” rise. “oddio! Mi dispiace! Non me n’ero affatto accorto di tenerti per…ehm si, ora ti lascio” rispose Luca, lasciandogli i fianchi, rosso in volto. La ragazza incominciò a contare i passi. Dopo circa 20 minuti, sempre andando dritto, erano arrivati esattamente a 200 passi. “devo leggere la seconda fase, ora?” chiese la ragazza, e Luca annuì seriamente. Tirò fuori il foglietto che aveva accuratamente infilato in tasca, e lo aprì per la seconda volta. “vai a nord e prosegui per altri 200 passi” lesse ancora, Jess. Si girò per guardare Luca, mai lui non c’era, completamente sparito. “Luca? Luca dove sei? Per favore rispondimi!!” urlò la ragazza guardandosi in giro, ma non vide niente, finchè qualcuno dietro di lei urlò “sono qua!”. Si girò di scatto e gli andò incontro correndo. “ti pare il modo di sparire?” gridò la ragazza, indignata. “ehy calmati” sussurrò il ragazzo facendogli l’occhiolino. “oh, al diavolo! Oh guarda lì!!” squillò la ragazza puntando il dito contro un grande albero, dietro a Luca. Era pieno di muschio, ciò significava che quello era il nord. Così si mise di fianco all’albero, verso nord, e incominciò a contare altri 200 passi. Dopo altri circa 20 minuti si fermò ancora, e come le altri volte estrasse il foglio. “come si chiama il capo dei nemici dei lupi? E che cosa sono? Se dai la risposta giusta, il tuo compagnoni indicherà la strada” finì di leggere. Lei ci pensò un attimo, guardandosi in giro. “ di sicuro sono iene il capo si chiama…Diam…Dom…Dan…Dam…Damon?” rispose guardando Luca per chiedergli, con lo sguardo, se la risposta era giusta. Luì gli fece un sorriso angelico, e annuì immediatamente. “vedo che sei stata attenta!!” commentò Luca divertito. “ehy! Io a scuola sono stata sempre attenta, non per questo sono una veterinaria!” rispose mettendo il broncio. “d’accordo, d’accordo!” disse alzando le mani, in segno di arresa. “vieni, comunque” e la prese per la mano. Camminarono per circa mezz’ora mano nella mano, come se niente fosse, anche se Jess era piena di imbarazzo. Ad un tratto Luca si fermò improvvisamente, e lasciando la mano, si mise, molto seriamente, davanti alla ragazza, con occhi socchiusi. “ora devi affrontare l’ultima prova. Devi avere coraggio, molto coraggio. Io ci sono riuscito solo grazie al sangue freddo. Ma non so se tu ce la farai. Non dico che non sei coraggiosa – aggiunse vedendo la faccia imbronciata della ragazza – ma tu che ami gli animali, sarà veramente doloroso” disse, appoggiando tutte e due le mani sulle spalle della ragazza, come per dargli coraggio. “che devo fare?” chiese chiudendo gli occhi. Sentiva che doveva fare qualcosa contro un animale. Se lo sentiva. “tu devi…sai a volte potrebbe capitare, che se diventi un lupo esattamente 24 ore prima della luna piena, ma dico esattamente, dovresti stare trasformata almeno un giorno intero. La trasformazione in ragazza causerebbe un dolore allucinante, per questo si consiglia di stare trasformati. Comunque quando sei un lupo, dovresti cibarti di…carne…e bhe, perciò uccidere animali” sussurrò il ragazzo, guardandola direttamente negli occhi color oceano. “che…che tipo di animali?” chiese Jess, soltanto per perdere tempo. Non gliene importava niente quale animale doveva uccidere, non lo voleva proprio fare. Lei, qualsiasi animale, valeva troppo per fare una cosa del genere. “cervi, stambecchi, volpi, lepri, conigli e davvero tutto ciò che si trova dentro alla foresta, ogni sorta di animale. Lo so che sei preoccupata, lo ero anche io la prima volta, ma tu sei molto più preoccupata di me. Però se vuoi diventare un lupo, sul serio, devi farlo” finì la frase, come un’implorazione. Jess annuì e si guardo in giro. “per prendere un animale dov…” ma qualcosa al di là delle spalle di Jess, la interruppe. Jessica si girò molto lentamente: davanti a lei si trovava un cerbiatto, che si stava avvicinando cautamente. Luca si avvicinò all’orecchio della ragazza. “forza” gli sussurrò, passandogli un coltello da sotto la giacca. Lei lo prese con mano tremante, e lo nascose dietro alla schiena. Il cerbiatto si era avvicinato ancora, erano a pochi centimetri. La ragazza alzò la mano per accarezzarlo, e intanto con l’altra mano tirò fuori il coltello. Le pupille degli occhi del cerbiatto erano dilatate, mentre gli occhi di Jessica già erano piene di lacrime. Le lacrime scorrevano sempre più veloci e il coltello era sempre più vicino al collo dell’animale quando…

6


“ferma” un braccio le prese il polso, e glielo abbassò delicatamente. Jess si era talmente sforzata che le gambe gli crollarono, e si ritrovò a terra piangendo. “scappa! Scappa!” urlava Luca al cerbiatto, cercando di allontanarlo il più possibile. Lui però non dava segno di allontanarsi, anzi si avvicinò di più alla ragazza. L’annusò per un attimo, emise un piccolo gemito, e poi guardandoli per l’ultima volta, scappò via. Intorno a loro c’era solo silenzio, interrotto dai singhiozzi della ragazza, ancora a terra. “ehy…tranquilla…sul serio, cerca di stare calma…” cercò di tranquillizzarla Luca, prendendola in braccio. Lei gli mise le braccia al collo, e calde lacrime gli rigarono, ancora, il volto. Luca si mise in cammino per altri 10 minuti finchè non arrivò a una casetta. Era costruita sul terreno del bosco, ma sembrava fosse quasi sottoterra. La casa non era fatta ne di legno, ne di cemento, bensì da canne di bambù tutte messe in ordine, in fila, una per una. Il tetto era formato da enormi foglie, come quelle che si trovano nelle giungle, erano tutte incastrate. La casa però non aveva una porta, c’era solo un arco come entrata, alla quale si avvicinò Luca, con Jessica in braccio. Dentro era formata solamente da una stanza, la quale era costituita da un letto, e più in là un tavolino, con quattro sedie. Luca stese la ragazza sul letto, e lui si sistemò accanto a lei, girato all’insù. “sono una buona a nulla…” sussurrò improvvisamente la ragazza, mettendosi una mano sulla fronte tutta sudata. “no, non è vero, tu sei in gamba. Quella prova era difficile, ma io ti trasformerò lo stesso” affermò lui, girandosi dall’altra parte, dalla parte della ragazza. “ma non ho superato la prova…non puoi…insomma…” balbettò, avvicinandosi sempre di più a Luca. “hai detto di non aver mai baciato nessuno?” domandò Luca, sussurrando quella domanda. “no…nessuno…” mormorò di risposta lei. E finalmente le loro labbra si toccarono. All’inizio erano un po’ impacciati tutti e due, ma poi presero il sopravvento, e si abituarono subito uno dell’altro. poi Luca fece un gesto alquanto inaspettato: girò la situazione. Ora Jess si trovava sotto e Luca sopra. Poi smise di baciarla e la guardo per un attimo, prima di avvicinarsi al suo orecchio. “ora cercherò un posto in cui posso morderti” gli annunciò, con voce un po’ tremante. successe tutto in un secondo. Un urlo allucinante, che stracciò l’aria, e un Luca pieno di sangue in bocca, e nelle mani. La ragazza era come se fosse stata avvelenata. Non riusciva a parlare, a sentire, e neanche a stare ferma, era come se avesse le convulsioni. Luca continuava a ripetergli di stare calma, ma lei, non sentendolo, non faceva altro che muoversi di più. Il ragazzo incominciò a leccargli la ferita, e piano piano quella si richiudeva, che se la saliva fosse un disinfettante. Luca abbracciò istintivamente la ragazza. Era sudata fradicia, e ancora tremava dal dolore che il morso aveva provocato. Rimasero in quella posizione aspettando che lei si calmasse.
La ragazza aprì gli occhi e si accorse che era ancora buio. Poi sentì improvvisamente caldo, e qualcosa che l’abbracciava. “Jess stai bene?” chiese il ragazzo, che evidentemente non aveva chiuso occhio. Lui gli mise una mano sulla fronte e sussurrò : “sei ancora sudata, sei sicura di star bene?”. “ho soltanto un po’ di mal di testa…ora sono trasformata?” gli chiese tutta agitata, ricordando quello che aveva passato pochissime ore fa. “Jess…credevo di averti morso troppo! Dio esiste allora!” urlò Luca, prima di dare un piccolo bacio alla ragazza, che gli mise le braccia al collo, stringendolo di più a lui. Il ragazzo gli diede un altro bacio, ma poi l’allontanò da lui. “non ora, Jess” annunciò severamente. “credevo che…insomma…tu…tu mi piaci…” sussurrò la ragazza, guardandolo negli occhi. “sei ancora scossa dalla trasformazione…non sai quello che dici…forse è meglio che tu dorma un altro po’…” mormorò Luca, allontanando la ragazza. “si che lo so! Credi che quando tu mi abbia aperto la porta sono rimasta impalata perché guardavo il pavimento? Credi che mentre tu mi spiegavi tutto io stessi fissando il muro? Credi che stanotte sia stata una coincidenza che abbia voluto te come partner? Credi che sia stata una casualità che adesso, quando mi hai baciato, non mi sono tirata indietro?! Tu mi piaci! e se credi che tu non…” ma la ragazza dovette interrompersi, perché le labbra di Luca,chiusero le sue. “anche tu mi piaci…” sussurrò il ragazzo, accarezzando una guancia di Jessica. Ad un certo puntò qualcosa suonò, facendo sobbalzare tutti e due. “oh” sospirò Luca. “è il mio cellulare…ma chi chiama a quest’ora di notte?” e si staccò da Jess, dandogli un ultimo bacio. Si alzò dal letto e andò vicino al tavolo, dove c’era il suo cellulare che continuava a vibrare. “pronto?Ciao Fra, no no è che…no niente! Si c…corriamo subito!!” urlò mettendo giù il telefono di scatto. Prese di nuovo Jess in braccio, e uscirono da quella casetta. “che succede?” chiese la ragazza spaventata. Ma Luca continuava a guardare avanti, senza rispondere, senza fare un minimo cenno. “Luca?” domandò ancora. Niente, silenzio. “Luca! Santo cielo! Che succede?!” gridò con tutto il fiato che aveva in gola. Questa volta non poté fare finta di non averla sentita.

7

“Damon ha preso Jonathan e Collin…dobbiamo andare da Francesco, anche se c’è andato solo Ryan. Lui si ritiene superiore su tutti, ed è vero, ma non può farcela da solo” disse quasi ringhiando. “verrò anch’io” mormorò Jess, decisa come non lo era mai stata. “no, sei appena stata trasformata…e…Jess, noi non possiamo” sussurrò Luca, guardandola per un attimo. “non possiamo cosa?” domandò arrabbiata. “non possiamo stare assieme! È troppo pericoloso per te…e io non voglio che ti capiti qualcosa!” rispose Luca, con una smorfia. “tu…tu mi stai già scaricando?” domandò Jess, ridendo. “splendido! Allora lasciami subito andare!”.
“Che cosa? No! Jess no io non…” sussurrò Luca, guardando la ragazza sconvolta. Lei gli diede uno schiaffo, e lui dovette fermarsi, per forza. “io sono in pericolo da quando ho deciso di diventare un lupo!!” urlò la ragazza, prima di correre via, in un luogo sconosciuto al ragazzo. “No…” sussurrò Luca, allungando il braccio, ma la ragazza non si fermò, ne si guardò indietro, nemmeno un secondo.
Luca guardò per un ultimo istante, verso dove era scappata la ragazza, e poi corse verso casa, dove l’aspettava Francesco. Bussò con il solito codice, per essere riconosciuti, e gli venne ad aprire Francesco. “Ehy amico! Dov’è Jess?” domandò Francesco, guardandosi in giro, cercando la ragazza. “Lei è…è…” ma la voce gli si smorzò in gola. Guardò per un attimo il suo amico, che lo guardava pensieroso, e scoppiò in lacrime. “sono un bastardo, codardo, imbecille, stronzo, cog…” singhiozzò, tenendosi stretto alla ciglia della porta. “ehy Luca, che cosa è successo?” chiese Francesco, avvicinandosi all’amico, e gli diede una spacca sulla spalla. “è successo…che mi sono innamorato di lei”
Fra lo guardò per un momento sbalordito, ma non sembrava per niente sorpreso dalla cosa. “e allora?” domandò lui, non capendo che volesse dire Luca. “allora? Io la metterò in pericolo! Stanotte è stata la cosa più bella che mi sia mai capitata ma…ma non posso!!” urlò Luca, entrando in casa e buttandosi su una sedia. Francesco chiuse la porta, e poi si mise a sedere davanti a Luca. “che cosa è successo stanotte?” domandò con un ghigno in faccia. “uffa! Sei troppo pervertito! L’ho trasformata, ecco che cosa è successo stanotte! Ma baciarla è stato…fantastico” concluse con lo sguardo perso, pensando a quello che era successo. “non vorrei offenderti ma…lei è in pericolo da quando è diventata un lupo” gli fece notare Francesco, come se fosse la cosa più ovvia del mondo. “mi ha detto la stessa cosa lei…” rispose Luca, appoggiando la testa sul tavolo, frustato. Francesco notò visibilmente che Luca non voleva più parlare di quell’argomento, così cambiò. “quando Ryan ha bisogno di aiuto, ci avverte. Gli ho detto che aveva bisogno di noi, ma niente, sai com’è fatto Ryan” esclamò Francesco, cercando di non far preoccupare l’amico.
Mentre i due ragazzi discutevano e aspettavano l’avvertimento, Jessica se ne stava sulle scale di casa. Stava pensando a Luca, e alla trasformazione, avvenuta con successo. O almeno sperava, perché ancora non si era trasformata. Pensando si rese conto di essere veramente innamorata di Luca, anche se lo conosceva da pochi giorni. Ma ne era innamorata, ma non sapeva spiegarsi perché. Tutto di lui gli piaceva. Come parlava, come camminava, come si muoveva, come baciava…tutto. Un filo di luce illuminò il viso di Jess in lacrime. Lei alzò lo sguardo di scatto, e vide che una nuvola, spostandosi, aveva scoperto la luna, la quale aveva una lucentezza stupefacente. “mamma” sospirò. “sono diventata un lupo, non è fantastica?” e aspettò come se la risposta dovesse arrivare, ma non arrivò mai. I suoi genitori erano morti 14 anni fa, in un incidente stradale. Lei aveva pianto, che poteva aver raggiunto il record. Ad un tratto sentì un dolore allucinante al collo, per tutta la schiena e infine nelle gambe. Incominciò a tossire dal male, ma quello continuava. La testa incominciò a pulsare più forte del normale, e le spuntarono peli. Le mani divennero molto più lunghe, e così anche la faccia. Il pelo incominciò a crescere sempre di più, mentre il dolore cessava. Era visibilmente trasformata. Il suo pelo era molto folto, colore grigio, mentre la pancia era di color bianco. “che cosa…?” mormorò Jess, ma gli uscì soltanto un ringhio. Ora era in trappola. Che cosa doveva fare? L’unica soluzione era riandare da Luca, o almeno nella casa di Ryan. Così molto lentamente si diresse verso la casa. Appena a tre centimetri dalla porta, si fermò. “ehm…mi potete aprire?” domandò, ma anche questa volta, gli uscì un ululato smorzato. La porta si aprì molto velocemente, come se aspettassero qualcuno. “Ryan!” urlò Francesco, contro il lupo. Però notò, quasi subito, che non era per niente l’amico. “ehm…entra” sussurrò, imbarazzato, non sapendo bene come poteva parlare con un lupo. Appena entrò la ragazza notò Luca, seduto su una sedia, con gli occhi arrossati. “ha pianto…” mormorò Jess, ma gli uscì un altro ringhio. Luca alzò lo sguardo a quel ringhio, e strabuzzò gli occhi, facendo segno al lupo di avvicinarsi. Jess si avvicinò con molta cautela, non sapendo bene le sue intenzioni.
8
“chi sei? Non mi sembra di averti mai visto…ma se sicuramente una femmina” rifletté Luca, accarezzandogli l’orecchio, e per un attimo il lupo chiuse gli occhi. “Luca forse d…” incominciò ma Luca, lo interruppe a gran voce. “è JESS!!” urlò, saltando giù dalla sedia. “cosa?” domandò Francesco, avvicinandosi al lupo, e abbassandosi alla sua altezza. “i suoi occhi, sono uguali a quelli di Jess!” esclamò più sicuro di se, e si avvicinò al lupo. “pensa a qualcosa che ti renda felice”
La ragazza si sforzò a pensare a qualcosa. All’inizio non gli venne niente in mente, ma poi ricordò un ricordo veramente felice. All’età di 7 anni i suoi gli avevano regalato un pupazzetto di lupo, e lei non si era mai sentita più felice nella sua vita. Si sentì improvvisamente alta, e aprendo gli occhi, si rese conto di essere trasformata. “ok, grazie mille, ora posso anche andarmene” disse, secca, guardando Luca. “grazie” sussurrò la ragazza a Francesco, quando gli passò accanto. “Jessy” disse una voce veramente seria. Lei si girò e vide Francesco, tra lei e Luca, ma guardava solamente verso di lei. “ti prego, devi capirlo. A lui piaci davvero, non puoi abbandonarlo così. Ti prego devi scusarlo, a volte è così irritante ma…perdonalo. Ti prego” finì Fra, come se avesse appena finito di dire una poesia. “sai che ci sono anche io qua, vero?” domandò Luca, ironico. “lo so, ma tu te ne sei stato buono come un cane a cuccia, perciò mi sono intromesso io” rise Francesco, facendosi da parte. I due si guardarono in faccia, ma nessuno dei due riuscì a dire qualcosa perché si sentì un ululato in gran lontananza. Jess aprì improvvisamente la porta terrorizzata, e così anche Luca e Francesco si avvicinarono alla porta, ma non videro altro che buio. “questo è Ryan” affermò Jess, sapendo bene che era lui. “dobbiamo andare” rispose Francesco, e uscendo dalla porta si trasformò. Il suo pelo era nero, con piccole striature in blu. Era più che meraviglioso. “Jess…” sussurrò Luca, verso la ragazza. “io devo venire…non posso restare qua e sapere se voi…” ma la voce gli si smorzò in gola. Non poteva dire “senza sapere se voi siete morti”, no non ne aveva il coraggio. Luca si avvicinò a lei, e gli diede un piccolo bacio sulla guancia, molto delicatamente. “aspetta qua, ti prego” mormorò Luca, uscendo, e chiudendo la porta.




























9

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Perchè il quaderno sortisca l'effetto desiderato, occorre avere in mente il volto della persona di cui si scrive il nome. In tal modo, si evita di colpire eventuali omonimi.


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